Nicoletta voleva guadagnare con i social. Ha finito per spendere più di quanto incassava
Nicoletta entra nel network marketing per guadagnare qualcosa in più. Tra prodotti, spese e ore di lavoro scopre quanto le rimane davvero.
Nel 2022 Nicoletta ha trentacinque anni e lavora come operaia in un’azienda tessile. Il lavoro è monotono, i turni sono pesanti e lo stipendio basta per vivere, ma senza lasciare grandi margini. Da tempo pensa che sarebbe bello trovare un modo per guadagnare qualcosa in più, magari lavorando da casa e senza dover dipendere dagli orari decisi da qualcun altro.
Un giorno, scorrendo i social, si imbatte nel profilo di una ragazza che sembra esserci riuscita. Foto in spiaggia durante la settimana, frasi sulla libertà finanziaria, risultati raggiunti e l’immancabile invito a chiedere informazioni per scoprire come sia possibile lavorare semplicemente con uno smartphone.
Nicoletta chiede “info”. È un gesto che richiede pochi secondi, ma che segna l’inizio della sua esperienza nel network marketing, o multilevel marketing (MLM).
Da operaia a “imprenditrice” sui social
Nel giro di poche settimane il profilo di Nicoletta cambia parecchio. Le normali fotografie della sua vita lasciano progressivamente spazio a video girati in cucina, prodotti, shaker colorati e frasi motivazionali. Il racconto che propone ai suoi contatti è semplice: prima era insoddisfatta del proprio lavoro, poi ha deciso di investire su se stessa e finalmente sta costruendo qualcosa di suo.
Comincia anche a cercare nuove persone interessate a entrare nella sua squadra. Quando qualcuna accetta, arriva puntuale il post di benvenuto, accompagnato da frasi sul futuro e sui grandi risultati che raggiungeranno insieme.
Sotto i suoi contenuti compaiono commenti e richieste di informazioni. Visto dall’esterno, il meccanismo sembra funzionare: ci sono prodotti, nuovi contatti, una squadra che cresce e perfino qualche provvigione che comincia ad arrivare.
Nicoletta, però, sta trascurando il numero più importante di tutti: quanto denaro le rimane realmente in tasca alla fine del mese.
Il problema non è quanto incassi, ma quanto ti rimane
Portare avanti l’attività costa. Nicoletta compra prodotti e campioni, sostiene alcune piccole spese per promuoversi e partecipa a incontri organizzati dalla rete commerciale. Non tutte queste spese sembrano importanti prese singolarmente e proprio per questo è facile smettere di contarle.
C’è poi un costo che sull’estratto conto non compare affatto: il tempo. Bisogna pubblicare contenuti, rispondere ai messaggi, contattare potenziali clienti, spiegare il funzionamento dei prodotti e seguire le persone che entrano nella squadra.
Qualche vendita arriva e Nicoletta riceve anche delle provvigioni. Il problema è che guarda soprattutto quei soldi in entrata, senza sottrarre con la stessa attenzione quelli che sono usciti.
È un errore molto comune, e non riguarda soltanto il network marketing: incasso e guadagno non sono la stessa cosa.
Se in un mese incassi 300 euro ma ne hai spesi 250 per produrre quell’entrata, non hai guadagnato 300 euro. Ne hai guadagnati 50. E se per ottenere quei 50 euro hai lavorato 40 ore, il risultato cambia ancora: hai guadagnato appena 1,25 euro per ogni ora dedicata all’attività. Se vuoi fare lo stesso conto con i tuoi numeri, prova il calcolatore del guadagno reale per ora lavorata.
Quando Nicoletta comincia davvero a fare i conti
Dopo alcuni mesi l’entusiasmo iniziale comincia a diminuire. Alcune delle persone entrate nella sua squadra smettono, altre non riescono a vendere abbastanza e qualcuna decide semplicemente che quell’attività non fa per lei. Nicoletta deve quindi continuare a cercare nuovi clienti e nuovi collaboratori, dedicando sempre più tempo a qualcosa che avrebbe dovuto renderla più libera.
A questo punto decide finalmente di fare quello che avrebbe dovuto fare fin dall’inizio: mettere da una parte tutto ciò che ha incassato e dall’altra tutto ciò che ha speso.
Immaginiamo, per capire il meccanismo, che in un mese i suoi conti siano questi:
| Voce mensile | Importo |
|---|---|
| Provvigioni e margini ricevuti | 300 € |
| Prodotti e campioni | -180 € |
| Materiale, trasferte e altre spese | -70 € |
| Guadagno effettivo | 50 € |
Se per ottenere quei 50 euro Nicoletta avesse dedicato 40 ore alla sua attività, il suo guadagno effettivo sarebbe stato di circa 1,25 euro l’ora.
Gli importi dell’esempio servono soltanto a mostrare come calcolare il risultato economico di un’attività e non rappresentano i dati di una specifica società di network marketing.
È qui che la prospettiva cambia completamente. Dire “questo mese ho ricevuto 300 euro” produce una sensazione; dire “tolte le spese mi sono rimasti 50 euro per 40 ore di lavoro” ne produce una decisamente diversa.

Quanto si guadagna davvero con il multilevel marketing?
La storia di Nicoletta è un esempio, ma sui guadagni nel multilevel marketing esistono anche dati interessanti. Nel 2024 la Federal Trade Commission (FTC) statunitense ha analizzato le dichiarazioni sui redditi pubblicate da 70 società MLM.
Il risultato merita attenzione: secondo l’analisi, la grande maggioranza dei partecipanti risultava aver ricevuto 1.000 dollari o meno in un anno, cioè meno di 84 dollari al mese in media, e in almeno 17 delle società analizzate la maggioranza dei partecipanti non aveva ricevuto alcun pagamento.
C’è inoltre un aspetto ancora più importante per chi vuole fare davvero i conti: la FTC ha rilevato che molte dichiarazioni sui redditi non consideravano adeguatamente le spese sostenute dai partecipanti. In alcuni casi queste possono ridurre fortemente il guadagno o trasformarlo in una perdita.
Chi vuole approfondire può leggere direttamente il rapporto ufficiale della Federal Trade Commission sui guadagni nel multilevel marketing.
Questo non significa che ogni persona che partecipa a un MLM perda necessariamente denaro, né che tutte le società funzionino allo stesso modo. Significa però che mostrare i risultati delle poche persone che guadagnano molto può dare un’immagine molto diversa da quella sperimentata dalla maggior parte dei partecipanti.
Dove Nicoletta ha sbagliato
1. Ha confuso le entrate con il guadagno
Nicoletta guardava le provvigioni ricevute come se rappresentassero automaticamente il suo profitto. Avrebbe invece dovuto registrare fin dall’inizio ogni euro entrato e ogni euro uscito per prodotti, campioni, materiale, spostamenti e qualsiasi altra spesa collegata all’attività.
Può sembrare una distinzione banale, ma è quella che separa un’attività che semplicemente muove denaro da una che produce realmente un guadagno.
2. Non ha dato un valore al proprio tempo
Nicoletta considerava praticamente gratuite tutte le ore trascorse sui social, al telefono, agli incontri o a rispondere ai messaggi. Eppure il tempo ha un valore, soprattutto quando l’obiettivo iniziale era proprio quello di ottenere maggiore libertà.
Un’attività che produce 100 euro di profitto al mese può sembrare interessante. Se però richiede 50 ore di lavoro, significa aver ottenuto 2 euro per ogni ora impiegata. È sempre lo stesso guadagno, ma visto in questo modo racconta una storia molto diversa.
3. Ha mescolato troppo lavoro e relazioni personali
C’è infine un costo che nessun calcolatore riesce a misurare bene. Quando amici, parenti e conoscenti diventano continuamente potenziali clienti o possibili persone da coinvolgere nell’attività, il confine tra rapporti personali e lavoro può diventare difficile da gestire.
Nel caso di Nicoletta alcune amicizie cominciano a raffreddarsi. Ogni messaggio rischia di sembrare l’inizio di una proposta commerciale e anche una semplice conversazione può trasformarsi nella presentazione di un prodotto o di un’opportunità.
Non compare tra le uscite del conto corrente, ma anche il deterioramento delle relazioni ha un costo.
La lezione della storia di Nicoletta
L’errore di Nicoletta non appartiene soltanto al network marketing. Può capitare con un piccolo business online, con le compravendite su Internet, con un secondo lavoro, con un’attività artigianale o perfino con un hobby che proviamo a trasformare in una fonte di reddito.
Vediamo entrare 500 euro e diciamo di aver “guadagnato 500 euro”, dimenticandoci magari che per ottenerli ne abbiamo spesi 350 e abbiamo lavorato decine di ore.
Prima di valutare qualsiasi opportunità per ottenere un’entrata extra conviene quindi rispondere a tre domande molto semplici: quanto incasso, quanto spendo e quante ore devo lavorare?
Solo dopo aver risposto possiamo aggiungere la quarta domanda, quella che Nicoletta avrebbe dovuto farsi prima di cominciare: quanto sto guadagnando davvero per ogni ora del mio tempo?
Fai i conti sulla tua situazione
Prima di iniziare un’attività secondaria, non fermarti al fatturato, alle vendite o alle provvigioni. Inserisci entrate, spese e ore lavorate e scopri quanto ti rimane realmente.